La società mista
"Napoli Orientale" s.c.p.a., è nata con lo scopo di riqualificare l'area orientale del territorio comunale di Napoli, da sempre votato alla produttività.
L'esigenza fondativa si manifesta a metà del 1997 ed è espressa da Confindustria, Comune di Napoli, Confcommercio e Confartigianato. La società viene costituita il 03/11/1997 da cinque soci fondatori (Comune di Napoli, IMI, Unione Industriali di Napoli, Confcommercio e Confartigianato) con 500 milioni di lire di capitale sociale.
In seguito l'Assemblea Straordinaria dei Soci del 4 maggio 1998, stabilisce un aumento di capitale sociale che sarà portato a un miliardo e venti milioni di lire estendendo la partecipazione ai seguenti nuovi soci: Provincia di Napoli, Monte dei Paschi di Siena, Banco di Napoli (ora Intesa Sanpaolo), CCIAA, Acen, Api Napoli e la Sinloc S.p.A. nata
dalla trasformazione del socio IMI.
Alcune modifiche intervenute il 30/09/2004 nello statuto trasformano la compagine societaria portando la partecipazione di capitale pubblico e privato a quote paritarie. Questa modifica è concomitante all'aumento del capitale sociale (520.200Euro), ed estende la partecipazione a: Provincia di Napoli, Monte dei Paschi di Siena, Banco di Napoli (ora Intesa Sanpaolo), CCIAA, Acen, Api Napoli e Sinloc S.p.A.
Le finalità primarie individuate già all'atto della fondazione si possono sintetizzare nelle seguenti azioni:
- Promuovere iniziative di sensibilizzazione per arginare i fenomeni malavitosi;
- Ottenere semplificazione e snellimento burocratico relativamente alla riqualificazione;
- Favorire l'interlocuzione pubblico-privata;
- Individuare e sostenere azioni a favore dell'attrazione imprenditoriale nella zona orientale di Napoli.
Attraverso preliminari studi ed approfondimenti dal 2001 si sono individuate alcune fondamentali
criticità nei confronti delle quali la Società si impegna costantemente per delineare
percorsi negoziali e concertati di riqualificazione affinchè la condivisione dei risultati con una platea allargata di soggetti istituzionali e proprietari delle aree, possa agevolare ed
accelerare il processo di trasformazione dell'area secondo quanto delineato dal Piano Regolatore Generale.
L'iter negoziale si
arricchisce e fortifica grazie a protocolli d'intesa, sviluppo di piani specifici, redazione di documenti ed interlocuzioni tecniche.
Nel Il
Protocollo d'Intesa, intervenuto tra Regione Campania, Comune di Napoli, Autorità Portuale di Napoli e Società Napoli Orientale il 22/03/2005, si definiscono come attività preminenti la struttturazione di proposte concrete per la riqualificazione e si individua la società consortile quale elemento di animazione del processo e affidataria delle attività istruttorie necessarie. Un secondo Protocollo d'Intesa assegna a Napoli Orientale il compito di definire una proposta di Piano Urbanistico Attuativo (30.11.06).
Nel maggio 2006 le Istituzioni coinvolte (di cui solo la Regione Campania non è parte del Consorzio) individuano e sottoscrivono una
road map, contenente la sintesi dei percorsi condivisi relativi alle differenti tematiche (bonifica dei suoli e snellimento delle procedure approvative, bonifica delle acque e definizione di percorsi coerenti alla gestione ed utilizzo della risorsa idrica, delocalizzazione delle attività ad alto rischio di incidente rilevante e attivazione della riqualificazione secondo i dettami urbanistici individuati nel PRG, individuazione di regole attuative di fattibilità economico-finanziaria).
E' stato ultimato nel giugno 2007 il
preliminare del Piano Urbanistico Attuativo, definito dalla Società Consortile con l'affidamento a consulenti estreni, dando avvio ad una fase di verifica da parte delle istituzioni per la definizione dello strumento organizzativo e gestionale che dovrà guidare la riqualificazione dell'intero ambito tramite interventi diretti e piani urbanistici attuativi volti alla ristrutturazione urbanistica.
Sono continuamente
in agenda incontri politici e tecnici per
dettagliare operativamente l'iter che porti, seppur nel tempo, alla riqualificazione e rivitalizzazione dell'Ambito 13.